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ITALIAN FORMULA 3 CHAMPIONSHIP > 2010
velocità pura, si infilavano le quattro
marce e poi in alcune piste quasi non
la si toglieva più. Si correva soprattut-
to a Monza, pur se tra pista Junior e
Stradale, a Vallelunga, poi ad Imola,
a Pergusa. Era anche l’epoca dei cir-
cuiti stradali, come il Mugello, il Gar-
da, Caserta, San Piero a Sieve, anche
con marciapiedi, pali, case, il pubblico
traboccante. In alcune piste, non solo
stradali, il pietrisco della scarsa manu-
tenzione costringeva i piloti a bendarsi
per proteggere il viso, altrimenti sco-
perto da caschi solo copricapo ed ab-
binati agli occhiali antivento. Peraltro
anche i caschi jet giunti in quegli anni
dall’America avrebbero poi coperto
solo fino alle orecchie prima dell’av-
vento degli integrali. Velocità, comun-
que ed innanzitutto. La dimensione del
pilota spregiudicato e temerario era
percepibile ed anche ostentata. La
connotazione più seduttiva nell’atten-
zione degli spettatori. Anche per que-
sto era molto forte l’accostamento alla
Formula 1 ed il pubblico non mancava
alle emozioni di un appuntamento dal
vivo. Il pilota poteva essere profes-
sionista già solo con i premi e con gli
ingaggi. Era imprenditore di se stesso.
In senso pieno, anche perché, se non
era un pilota ufficiale, la vettura era di
sua proprietà, il team era al suo servi-
zio. Nel 1964 la Formula 3 era anche
chiamata “Formula 3 milioni” perché
questo era il prezzo in lire dei primi
modelli. Aumentarono presto fino a su-
perare i 5 milioni alla fine degli anni
’60. Più di quanto costava una Ferrari
dell’epoca. Ma chi vinceva una gara
di Formula 3 nei primi anni incassava
anche 1.000.000 lire, senza contare
gli ingaggi previsti in alcuni casi dagli
organizzatori. Cifre superiori al prezzo
di una Fiat 124, la berlina media del
momento, un valore perciò almeno pari
ai 20-25.000 euro attuali. Un pilota
vincente avrebbe potuto anche vivere
di questo.
Nel 1964 nasce cosi il Campionato
Italiano Formula 3. Geki Russo e la
De Sanctis Ford arrivano nella serie
tricolore, forte del dominio in Formula
Junior ed aprono l’albo d’oro. Fino al
1966 lo seguiranno Andrea de Ada-
mich, che più tardi approderà anche
in Formula 1 e Tino Brambilla che, a
differenza del fratello Vittorio, non
potè imitare il suo predecessore. Tan-
ti i grandi protagonisti di quegli anni.
Silvio Moser, Franco Bernabei, Antonio
Maglione, Carlo Facetti, Giancarlo Ba-
ghetti, che era già entrato nella storia
della Formula 1 come unico vincitore al
Gran Premio d’esordio, Clay Regazzoni
che in Formula 1 ci arriverà poco dopo
foto ARCHIVIO VALLELUNGA
to pure speed, the driver puts the four
gear and then did not take off more in
some tracks. The calendar is especial-
ly in Monza, with Junior and Stradale
tracks, in Vallelunga and then in Imola,
in Pergusa. It was also the era of street
circuits such as Mugello, the Garda, Ca-
“Geki” Giacomo RUSSO
Silvio MOSER
Ernesto BRAMBILLA
Mario CASOLI
Andrea DE ADAMICH